Monumenti

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Chiesa di Santa Maria delle Grazie e Santuario di San Giacomo della Marca

Su richiesta dello stesso Santo, il 22 agosto 1449 Papa Nicolò V autorizzò la comunità dei Frati francescani di Monteprandone a costruire il convento e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. All’interno, la cappella di Santa Maria delle Grazie ospita una preziosa e venerata immagine della Madonna in terracotta del XV sec., donata a San Giacomo dal cardinale Francesco della Rovere. Da non perdere la visita al bellissimo chiostro del XVI sec., decorato con affreschi raffiguranti la vita del Santo. In una sala del chiostro si trova il Museo di San Giacomo. Per antica tradizione, San Giacomo della Marca è invocato come protettore dei bambini. Il Santuario è mèta di pellegrinaggi dall’Italia e dall’Europa.

 

Chiesa di San Nicolò di Bari

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Nel XVIII sec. la vecchia Collegiata di San Nicolò di Bari era pericolante, pertanto si rese necessaria la costruzione di una nuova struttura. I lavori iniziarono nel 1808 e la Chiesa fu aperta al culto nel 1840. Su progetto dell’architetto Pietro Maggi, il suo interno si presenta in stile neoclassico. Da segnalare la presenza delle spoglie di San Cirino, martire del IV sec. d.C.. Cirino patì la decapitazione sotto l’imperatore Diocleziano e fu sepolto nelle catacombe sulla via Aurelia. Le Sue reliquie giunsero a Monteprandone nel 1653. Il Santo è compatrono di Monteprandone ed invocato dagli agricoltori.

 

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Chiesa di San Leonardo

E’ una delle costruzioni più antiche di Monteprandone, un’ex chiesa benedettina farfense costruita tra l’XI ed il XII sec. che, fino all’editto di Napoleone, ha svolto anche la funzione di cimitero „intra muros“. L’interno recentemente restaurato presenta un soffitto con volte a crociera e l’altare è posto in una tribuna ad arco a sesto acuto, sostenuto da due esili colonne ottagonali con capitelli a fogliame. L’esterno conserva l’originaria ed elegante struttura gotica: due grifoni in travertino sorreggono l’architrave della porta d’ingresso.

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Oratorio San Giacomo

L’Oratorio di San Giacomo sorge nei pressi dei luoghi dove secondo la tradizione la famiglia Gangale possedeva una casa nella quale il futuro San Giacomo della Marca nacque con il nome di Domenico Gangale. L’interno è affrescato con scene di vita del Santo. Da sempre il luogo è considerato sacro e venerabile.

Processione del Cristo Morto


Ogni anno, dal 1500, migliaia di fedeli assistono con devozione alla storica processione, arrivando da ogni parte per vivere un momento spirituale che sa unire il folclore con la preghiera, la contemplazione con la storia, la tradizione con l’attualità. Sono oltre 300 le persone del paese che vestono i ruoli dei personaggi storici che compongono la processione, dalle pie donne ai portatori, dalla banda ai chierichetti, dalle confraternite alle autorità civili e militari.

La confraternita della Pietà e della Morte decise, nel 1845, di avere nella processione del venerdì santo una Bara bella e preziosa che potesse essere l’orgoglio di tutti i cittadini e nella sua bellezza far contemplare e pregare il Cristo Morto.

Fu così che l’artista Emidio Paci nel 1846 realizzò in legno la bellissima statua del Cristo morto e l’anno successivo Sante Morelli gli preparò la bara realizzandola in legno e a misura delle stradine paesane. Nel 1851 si commissionò a Tito Boccachiodi la doratura e nel 1855 con il velluto, le stoffe, le frange d’oro e d’argento, i cuscini e i fiocchi si completò anche l’ornamento. La spesa fu di oltre 220 scudi romani.

La bara era terminata e così nel 1859 per la prima volta uscì in processione incantando i fedeli: maestosa, splendente, misteriosa, imponente e mistica. Ancora oggi l’elemento centrale della processione è la bara e chiunque la vede ne rimane affascinato e non può fare a meno di ritornare l’anno successivo.

Essa pesa oltre 400 chili e viene portata a spalla da 4 giovani (vestiti di nero) che si danno il cambio con le altre squadre lungo il percorso. Il paese illuminato con le fiaccole respira l’aria mistica e medievale. Se tutta la processione si svolge attorno alla bara non bisogna trascurare le altre parti importanti e preziose: la Croce e i simboli della passione; le sette parole dette da Gesù ricamate in oro su splendidi gonfaloni rossi; le vergini vestite di bianco rappresentate dalle bambine della parrocchia; le pie donne vestite di nero che con i loro canti di lamento accompagnano la processione alternandosi alla preghiera e al suono della banda; le ragazze con le sette spade; la banda musicale con i mantelli neri; le autorità religiose e civili.